Moto Guzzi V7 Stone centenario

Moto Guzzi ha fatto la storia anche nelle competizioni sportive, dove fin dagli Anni 20 ha accumulato presenze e trofei, in campionati velocità e tourist trophy.

Video tratto dal Canale YouTube Moto Guzzi Official

Era esattamente il 15 marzo 1921 quando venne costituita la “Società Anonima Moto Guzzi”, avente per oggetto “La fabbricazione e la vendita di motociclette e ogni altra attività attinente o collegata all’industria metalmeccanica”. E proprio in quel momento i fondatori Carlo Guzzi e Giorgio Parodi, scelsero come simbolo l’aquila ad ali spiegate, in memoria del compagno d’armi Giovanni Ravelli.

I tre erano stati insieme nel Servizio Aereo della Regia Marina e lì avevano sviluppato l’idea di dedicarsi, a guerra finita, alla costruzione di motociclette di concezione innovativa. Ravelli perì nel 1919 durante un volo di prova e i due amici vollero ricordarlo col simbolo dell’arma aerea. Da allora l’aquila è il simbolo, ben presto noto in tutto il mondo, della Moto Guzzi.

Gli inizi

Inizia così dalla sede operativa di Mandello del Lario – nello stesso stabilimento in cui tuttora vengono prodotte le Moto Guzzi – un’impresa industriale che ha segnato la storia del motociclismo mondiale, attraverso moto che sono entrate nell’immaginario collettivo, come la GT 500 Norge (1928) portata al Circolo Polare Artico da Giuseppe Guzzi, fratello del fondatore Carlo, l’Airone 250 (1939), il Galletto (1950) che contribuì alla motorizzazione di massa nel dopo guerra.

La prima galleria del vento

In quegli anni venne inaugurata la galleria del vento – la prima al mondo in campo motociclistico, tuttora visitabile nello stabilimento di Mandello – voluta da un affiatato team in cui lavorano tecnici straordinari come Umberto Todero, Enrico Cantoni e un progettista che ben presto entrerà nel mito: il milanese Giulio Cesare Carcano, padre dell’incredibile Otto Cilindri da 285 km/ora (nel 1955) e dei prototipi che tra il 1935 e 1957 si sono aggiudicati ben 15 titoli mondiali velocità e 11 Tourist Trophy.

Moto Guzzi 8 cilindri del 1955

Nel 1955 Moto Guzzi ha prodotto una moto da competizione innovativa, la 8 Cilindri. Dal nome della motocicletta già si intuisce la motorizzazione: un 8 cilindri 4 tempi a V di 90º da 498,5 cm³ ed erogava 68 CV a 12.000 giri/min; distribuzione a due alberi a camme in testa per bancata e due valvole per cilindro. Era un motore raffreddato ad acqua, con l’accensione a spinterogeno e la lubrificazione a carter secco. Il cambio utilizzato era a 6 rapporti, che però poteva essere sostituito con uno a 4 o 5 marce, a seconda del circuito su cui si doveva gareggiare.

Gli Anni 60

Negli Anni 60, dopo le motoleggere Stornello e Dingo, Moto Guzzi dette vita al motore bicilindrico a V di 90° da 700cc con trasmissione finale a cardano, destinato a diventare il simbolo stesso della Casa di Mandello attraverso modelli mitici come la V7 Special, V7 Sport, California e Le Mans.

Oggi

Su questa architettura il propulsore viene costantemente evoluto fino a motorizzare, supportato dalla più avanzata dotazione di controlli elettronici, le più apprezzate Moto Guzzi contemporanee come la gamma V7, V9 nelle versioni Roamer e Bobber e la grande viaggiatrice V85 TT, primo esempio al mondo di classic enduro.

Livrea Centenario

Per festeggiare il secolo tutta la gamma di Moto Guzzi viene offerta anche nella speciale Livrea Centenario, prodotta in edizione esclusiva solo nel 2021 e ispirata alla mitica moto da GP “Otto Cilindri”.

Moto Guzzi “Livrea Centenario”
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