Scuderia Althea Racing e Museo Moto dei Miti

Padova, 23, 24, 25 Ottobre, si è mostrata forte la soddisfazione nella riuscita della trentasettesima edizione di Auto e Moto d’Epoca 2020 da parte dell’Organizzazione, capeggiata dal Direttore Luca Veronesi, della ormai celebre Fiera motoristica patavina che, anche se svoltasi in veste“mascherata” s’è mostrata capace, con la preziosa complicità del pubblico presente, di rispettare tutte le regolamentazioni introdotte per arginare questa seria emergenza sanitaria.

Testo e foto: Paolo Pysa

Chiaramente visto questa particolare e restrittiva situazione il pubblico giunto a Padova per ammirare questo compendio di storia motoristica è stato inferiore alle altre edizioni, ma lo zoccolo duro di appassionati giunti da tutta Italia e dall’estero, sia come espositori che “in abito civile”, si è mostrato forte e dalla immutata passione!

Stand di Collezionisti, rivenditori, Club, Registri Storici e altre Realtà del mondo delle classiche sia a quattro che a due ruote sono rimasti colpiti da vendite e trattative avvenute nonostante la scrematura di partecipazioni. Pochi ma buoni rammenta il detto, realtà come Ruote da Sogno, Ruoteclassiche, ACI e ACI Storico che con il titolo di “L’ordinario diventa straordinario” hanno portato veicoli di grande importanza storicomotoristica dedicata al genio italiano del dopoguerra: dieci pezzi unici tra i quali prototipi e mezzi da record con la particolarità di essere stati plasmati dalla passione e dal genio tutto italiano per i motori come il Nibbio di Lurani, il Bisiluro di Piero Taruffi, la D46 che Nuvolari governò in gara senza volante e altri pregiati progetti Made in Italy! Youngtimer: cresce la passione per le giovani storiche e i modelli che lo diventeranno a breve e si fanno strada nel mercato le auto degli anni Ottanta e Novanta sostenute da una nuova generazione di appassionati.

Mai come quest’anno la presenza delle moto è stata così importante, questo grazie anche alla Scuderia Althea Racing e Museo Moto dei Miti che ha sottolineato quanto dietro ogni moto ci sia il talento di tutte le figure che l’hanno sostenuta: un patrimonio di storia industriale e capacità umane che è stata raccontata per la prima volta a Auto e Moto d’Epoca.

Un testimonianza di automobilismo storico assai ricercato, dicevamo, ma si è percepita la forte emozione di chi ha riconosciuto nelle motociclette esposte i modelli veri, quelli che ha visto gareggiare e che a Padova ha potuto ammirare e fotografare con immensa gioia. C’erano in mostra le Ducati di Casey Stoner, vincitore del Campionato MotoGP con il Team Ducati nel 2007 (e nel 2011 con Honda); accanto vi era la moto Ducati GPLC1 del 2005 pilotata da Loris Capirossi. Per la gioia dei tifosi di un grande pilota come Troy Bayliss vi era la Ducati 1098 F08 con la quale Troy ha vinto il Campionato SBK 2008. Altra Ducati racing da SBK messa in mostra in una teca all’esterno era la 851 governata in pista nel 1991 da Adriano Narducci. Accanto ad essa si poteva ammirare una rara Scott, una due ruote made in England, anni Trenta mossa da un motore bicilindrico da 500cc.

Per gli amatori della Harley-Davidson vi erano in mostra vari esemplari come una dresser originale, piuttosto rara, Model U del 1942 mossa da un bicilindrico valvole laterali da 1200cc., poco distante da essa, accanto ad una storica Ford in veste Hot Rod, vi era un modello UL sempre dotata dello stesso bicilindrico da 1200cc. ma spogliata completamente e modificata in stile Bobber.

Harley-Davidson Model U del 1942 Auto Moto d'Epoca
Harley-Davidson Model U del 1942.
Harley-Davidson Model UL del 1942 Auto Moto d'Epoca
Harley-Davidson Model UL del 1942 bobber.

Tornando alle moto da pista, quelle mitiche che hanno fatto la storia degli ultimi cinquant’anni delle moto da GP vi era la Suzuki RG 500 XR40 2 tempi Factory pilotata dal mitico Lucchinelli nel 1981, una Yamaha TZ 750 D OW31 “Daytona”, la potentissima 4 cilindri 2 tempi che debuttò con in sella nientemeno che da Giacomo Agostini e poi Kenny Roberts alla 200 Miglia di Daytona del 1974 e che non gareggiò solo nei GP, calcò la pista anche in competizioni di Endurance e debitamente “spogliata” anche in Flat Track Race; accanto ad essa, vestita dei colori ufficiali Yamaha, si mostrava una TZ 500 “Reverse” OW48R con la quale il sommo Kenny Roberts vinse il GP World Championship del 1980.

Soddisfatti, lo si può affermare con certezza, Auto e Moto d’Epoca 2020, pur tenutasi in un limbo temporale seriamente “disturbato”, ha visto varcare i propri cancelli un discreto pubblico ligio al dovere del rispetto delle norme sanitarie vigenti, chiamiamolo puro lo zoccolo duro dei cultori delle vecchie meccaniche. Auto e Moto d’Epoca 2021: ti aspettiamo!

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