Marco Melandri Motor Bike Expo

Fra gli stand del Motor Bike Expo hanno fatto capolino Marco Melandri, intervistato da Giovanni Di Pillo, e Massimo Boldi, che non poteva mancare di far visita all’amico Silverbone.

I loro volti sorridenti (e a loro volta capaci di suscitare sorrisi) hanno inequivocabilmente identificato, tra gli altri, i due ospiti “a sorpresa” del venerdì. L’ex campione del mondo della GP 250, Marco Melandri, che il 1° novembre 2019 ha ufficialmente concluso la propria straordinaria carriera di pilota, si è dichiarato ammirato dalle moto custom: «All’inizio per me esistevano solo le moto da corsa. Poi, col tempo, ho cominciato ad apprezzare la tecnica delle personalizzazioni: MBE dà spazio all’inventiva, alla creatività, molte delle moto esposte quest’anno fanno pensare più all’arte che non ad un lavoro di meccanica».

Marco Melandri Motor Bike Expo

E a Giovanni Di Pillo, che gli ha espresso il dispiacere degli appassionati italiani per il ritiro dalle competizioni, con grande serenità Melandri ha risposto: «Bisogna guardare la realtà, capire le opportunità e quello che si può fare: dal 1° novembre ho ripreso a dormire e a sorridere, sono strafelice».

Campione di simpatia e capace di esprimere un umorismo raffinato e un po’ malinconico, Massimo Boldi è stato ospite della seconda giornata di MBE 2020 in virtù della profonda amicizia che lo lega a Silverbone, la gioielleria che produce monili in stile custom – e che dalla prima edizione realizza il premio per l’MBE Award.

Massimo Boldi Silverbone Motor Bike Expo

Il popolarissimo attore ha detto di aver visto nei padiglioni «cose straordinarie che avevo visto prima solo in America. Non solo moto, anche caschi e gioielli in stile custom». Sull’onda dei ricordi, Boldi ha intrecciato quello di un Motom a 3 marce (e poi di un Ciao) con quello delle prime esperienze musicali nei New Dada. «Sono arrivato alla mia professione grazie alla batteria e al gruppo musicale in cui suonavo. Ci affacciammo al Derby Club, conoscemmo grandi artisti come Dario Fo, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Renato Pozzetto, loro mi presero in braccio e mi dissero: il tuo posto non è alla batteria, ma sul palcoscenico”. Infine l’attore ha voluto rivolgere un pensiero ammirato a Michele Alboreto, a cui era legato da una parentela non diretta, ma soprattutto da profonda amicizia ed ammirazione: “Era un gran pilota, ma anche un grande uomo».

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